Eredità e investimenti: cosa succede al tuo portafoglio quando passa agli eredi
Imposta di successione, step-up, titoli di Stato e polizze: quello che conviene sapere prima, non dopo.
Un patrimonio record, ma pochi pianificano
Eredità e investimenti sono un tema che riguarda sempre più famiglie. Il risparmio finanziario delle famiglie italiane non è mai stato così alto: quasi 6.500 miliardi di euro, il 35% in più rispetto a sei anni fa, secondo l’ultima elaborazione Fabi su dati Banca d’Italia.
Eppure in Italia si fa testamento molto meno che in Francia, Regno Unito e Germania. La maggior parte dei patrimoni passa quindi agli eredi secondo le regole del codice civile, senza che nessuno abbia mai verificato come verrà trattato dal punto di vista fiscale.
Per chi ha un portafoglio di investimenti questa mancanza di pianificazione ha un costo concreto, perché nel passaggio agli eredi entrano in gioco due imposte del tutto diverse.
Prima imposta: quella di successione
È quella a cui tutti pensano per prima. Si calcola sul valore del patrimonio trasferito, con aliquote e franchigie che dipendono dal grado di parentela:
| Chi eredita | Aliquota | Franchigia (per ciascun erede) |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) | 4% | 1 milione di euro |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000 euro |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea collaterale fino al 3° | 6% | nessuna |
| Tutti gli altri | 8% | nessuna |
Seconda imposta: eredità e investimenti, cosa succede ai rendimenti
Qui si nascondono gli equivoci più costosi. Tutto dipende dalla natura fiscale di ciò che il portafoglio ha guadagnato.
Plusvalenze su azioni, obbligazioni, certificates, bitcoin (redditi diversi) La successione non fa pagare subito le imposte. L’erede riceve un nuovo valore fiscale, pari a quello dichiarato nella successione (il cosiddetto step-up): la plusvalenza maturata da chi è mancato non conta più.
Dividendi, cedole e soprattutto proventi di fondi comuni ed ETF (redditi di capitale) Qui la logica è opposta: le imposte restano sempre dovute, senza nessun azzeramento. E poiché oggi la maggior parte dei portafogli è costruita proprio con fondi ed ETF, lo step-up finisce per riguardare solo una piccola parte del risparmio delle famiglie.
Attenzione: le minusvalenze non si ereditano
Lo step-up funziona in una sola direzione. Se chi è mancato aveva accumulato minusvalenze non ancora recuperate nel suo zainetto fiscale, queste si perdono con lui.
È un motivo in più per non rimandare: recuperarle con vendite mirate ha senso solo in vita.
I titoli di Stato: un’eccezione da conoscere
I titoli di Stato italiani, europei e dei Paesi SEE sono esclusi dal patrimonio su cui si calcola l’imposta di successione, senza limiti e senza consumare la franchigia.
Attenzione però: questa esenzione vale solo per l’eredità. Se gli stessi titoli vengono donati in vita, non si applica.
Le polizze vita: utili, ma solo se efficienti
Anche le polizze vita sono escluse dall’asse ereditario. Permettono di destinare somme anche a persone esterne alla cerchia degli eredi, evitando loro l’aliquota più alta, sempre nel rispetto delle quote di legittima.
C’è però un aspetto spesso trascurato: l’imposta di successione si paga una sola volta, e solo sulla parte che supera la franchigia. Alcuni prodotti assicurativi, come le polizze Unit Linked con rischio demografico, applicano invece costi annui che possono arrivare al 2,5–3,5%. Bastano pochi anni perché quei costi superino ampiamente il risparmio d’imposta.
La pianificazione ha senso solo se lo strumento è davvero efficiente, non per il solo fatto di essere escluso dalla successione.
Dal 2025 l’imposta la calcolano gli eredi
Dal 2025 l’imposta di successione non viene più calcolata dall’Agenzia delle Entrate: sono gli eredi a doverla calcolare in autoliquidazione, direttamente nella dichiarazione di successione, entro termini precisi e con criteri di valutazione specifici per ogni strumento.
Per farlo bene bisogna sapere con esattezza quali strumenti compongono il portafoglio e quale trattamento fiscale avranno dopo il passaggio agli eredi.
In sintesi: cosa puoi fare oggi
- Conosci la natura fiscale dei tuoi investimenti: quali generano redditi diversi e quali redditi di capitale.
- Controlla lo zainetto fiscale: le minusvalenze non recuperate si perdono con il titolare.
- Valuta il ruolo dei titoli di Stato nel tuo patrimonio, ricordando che l’esenzione vale per l’eredità, non per le donazioni.
- Verifica i costi delle polizze vita prima di sceglierle per motivi successori.
- Metti ordine per chi verrà dopo di te: pianificare non riguarda solo a chi andranno i beni, ma anche cosa succederà fiscalmente a quel patrimonio.
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Una versione di questo articolo, firmata da Elisa Zatti e Gabriele Bonatti, è stata pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 21 settembre 2026: leggila qui.